Art.32: ”La democratizzazione della salute”

Nel voler discutere e ragionare sul tema “Democrazia, Salute e Sanità” partiamo dalla lettura dell’art. 32 Cost. e, per una sua corretta interpretazione, dai punti più salienti e significativi del dibattito in sede costituente:

Citazioni costituente 1948

https://www.nascitacostituzione.it/02p1/02t2/032/index.htm

Moro DC

spiega le ragioni che lo hanno indotto a presentare, unitamente all’onorevole Rossi, l’emendamento, ricavato dai tre articoli proposti dal gruppo parlamentare dei medici. Si tratta di un problema di libertà individuale che non può non essere garantito dalla Costituzione, quello cioè di affermare che non possono essere imposte obbligatoriamente ai cittadini pratiche sanitarie, se non vi sia una disposizione legislativa, impedendo, per conseguenza, che disposizioni del genere possano essere prese dalle autorità senza l’intervento della legge.

Importante è anche l’altra parte dell’emendamento. Non soltanto ci si riferisce alla legge per determinare che i cittadini non possono essere assoggettati altrimenti a pratiche sanitarie, ma si pone anche un limite al legislatore, impedendo pratiche sanitarie lesive della dignità umana. Si tratta, prevalentemente, del problema della sterilizzazione e di altri problemi accessori.

L’esperienza storica recente dimostra l’opportunità che nella Costituzione italiana sia sancito un simile principio, ed egli insiste pertanto perché gli emendamenti proposti siano accettati, salvo ad apportarvi modificazioni formali.

Non si vuole escludere il consenso del singolo a determinate pratiche sanitarie che si rendessero necessarie inseguito alle sue condizioni di salute; si vuol soltanto vietare che la legge, per considerazioni di carattere generale e di male intesa tutela degli interessi collettivi, disponga un trattamento del genere. I casi invece di carattere generale da applicarsi a tutti i cittadini devono essere disposti per legge entro quei determinati limiti di rispetto della dignità umana.

Per essere più chiaro, è disposto a modificare il suo emendamento, onde evitare che il divieto sia esteso anche ai singoli, dicendo invece:«La legge non può imporre pratiche sanitarie lesive della dignità umana».

Gullo Fausto PCI

[…] Si dice inoltre nel progetto che la Repubblica provvede alla protezione dell’infanzia e della gioventù, e questa è una norma quanto mai opportuna e necessaria. Forse è, se mai, censurabile perché essa non contempla un più largo campo di attività; ma comunque deve rimanere ben scolpito nella Costituzione della Repubblica italiana che la Repubblica provvede a questa protezione della maternità, e tutela l’igiene e la salute dell’infanzia e della gioventù. Non è concepibile che vi sia grandezza di Nazione, grandezza di popolo, dove ogni cittadino non abbia la possibilità di crearsi una famiglia e non si senta tutelato nella sua salute, e dove ogni cittadino non abbia la possibilità di soddisfare il suo desiderio di sapere. Io vedo questa parte della Costituzione come quella di più vitale importanza.

Fin qui la Costituzione ha disciplinato le prerogative del cittadino, gli ha riconosciuto il diritto di essere libero, ha tutelato in lui questo grande anelito di libertà che nessuna forza riuscirà mai a distruggere, ed ha fissato lapidariamente tutte le forme, i mezzi e le manifestazioni di questo diritto alla libertà.

Ma che cosa è mai questo diritto alla libertà, che cosa sono questi mezzi e queste forme se noi non facciamo del titolare di questo diritto un cittadino degno di tale nome, un cittadino che senta, che abbia la coscienza dell’importanza del diritto che egli è chiamato ad esercitare? Tutte le altre parti della Costituzione diventano caduche, vane, superflue, se noi non daremo l’esecuzione più precisa a queste norme, che sono le più importanti e che appunto tutelano il cittadino, assicurandogli un nido familiare che sia veramente tale e non un luogo di dolore e di pena, dandogli il modo di conservare la sua sanità fisica, cancellando così la vergogna di statistiche di mortalità che fanno orrore; e assicurandogli infine la possibilità di soddisfare la sua volontà di sapere. Soltanto così noi avremo fatto in maniera che tutte le altre norme abbiano anch’esse la loro effettiva applicazione.

Tupini DC

[…] Esaminata così la posizione che il progetto fa alla persona umana nell’ambito che trascende la materia e i confini stessi dello Stato, consideriamola ora in sé stessa e in quella delle minori comunità naturali. La Repubblica italiana prenderà cura della salute e dell’igiene del popolo, della sua educazione e della cura degli indigenti. Speriamo, onorevole Calamandrei, che la situazione economica italiana si liberi presto dalle stretture che oggi la comprimono; noi ci proiettiamo nel futuro e dobbiamo adoperarci perché le attuali condizioni di miseria siano superate e il futuro legislatore possa fare onore all’impegno che la nuova Costituzione si prepara ad assumere. Lasciamo, dunque, libero il passo ai non possidenti e proclamiamo in termini chiari e precisi la volontà di redimerli dal male fisico, che spesso è anche causa di quello morale e spirituale. Il nostro progetto li ha voluti sempre presenti, anche se non li nomina, e predispone gli ordinamenti degli istituti politici e giuridici in vista della loro redenzione. Per essi si delineano attività e funzioni capaci di condizionare il progresso della società umana;. Non dunque per la porta di servizio, né per un gesto di degnazione, i proletari entrano nella Costituzione d’Italia.

Cavallotti PCI

Quando c’è la fiducia nel medico, l’ammalato guarda verso la guarigione; quando la fiducia nel medico non c’è, l’ammalato guarda verso la morte. Che cosa vuol dire questa fiducia? Questa fiducia vuol dire libera scelta, da parte dell’ammalato, del medico che lo deve curare.

Ed a questo proposito sono stato incaricato dall’Associazione dei medici liberi professionisti della provincia di Milano e poi ancora dal Consiglio dei Medici fiduciari delle Casse Mutue, di esporre all’Assemblea Costituente i desideri di questi sanitari, e cioè che il progetto di Costituzione garantisca il rapporto di fiducia fra medici ed assistiti. Qualunque sia la organizzazione futura sanitaria, si deve garantire questo al malato, di scegliere il medico che desidera.

La mia critica investe anche il settore morale. Ho parlato della esistenza di istituti cosiddetti di beneficenza, più o meno privati della carità. In regime di liberazione dal bisogno, quale è quello che noi vogliamo instaurare in Italia, questa assistenza caritatevole, paternalistica non deve più esistere. Essa era stata motivata nei secoli scorsi da due ragioni, una ragione che definirò di ordine egoistico e l’altra ragione squisitamente economico politica.

La prima ragione è questa: certi benefattori e certe benefattrici hanno voluto fare una virtù personale di un dovere di solidarietà ed hanno creduto di potersi fare perdonare così nell’al di là di certi peccatucci che avevano commesso nell’al di qua. Insomma, le istituzioni caritatevoli fanno per costoro da anticamera del Paradiso.

La seconda ragione è una ragione squisitamente economico-politica e ce lo dice il fatto che troviamo a capo di questi istituti, il capitale industriale, bancario ed agrario. Chi non vuole riconoscere la necessità di soddisfare i diritti dei lavoratori, elargisce elemosine.

Quali sono gli obiettivi che dobbiamo prefiggerci? Io direi che è sostanzialmente uno: quello di garantire la sicurezza sanitaria della popolazione su una base di solidarietà. Sicurezza sanitaria su base solidaristica, ovvero ognuno contribuisce alle finanze dello stato art.53 per creare un sistema sanitario nazionale che sia in grado di dare cure valide e tempestive a tutti.

Caronia DC

Sul comma terzo non spenderemo molte parole. È ovvia la sua opportunità e crediamo che da tutti esso venga accettato, perché rispondente al sacrosanto principio della libertà e del rispetto della personalità umana.

In una prima dizione noi avevamo espresso un principio limitativo dei poteri della legge, principio anche contenuto nell’articolo proposto dalla Commissione, dove alla parola «dignità», che riguarda la figura morale dell’individuo, avevamo sostituito la parola «personalità». Ma abbiamo, dopo più ponderato esame, rinunciato alla enunciazione, perché non vogliamo pensare che possano mai affermarsi nel nostro Paese pratiche che comunque possano ledere la personalità umana, quali la sterilizzazione obbligatoria, l’obbligo della visita prematrimoniale e simili aberrazioni.

Abbiamo piuttosto, in connessione al terzo comma, voluto affermare il principio che la legge garantisca i rapporti di fiducia tra medico e ammalato, perché ci sembra ciò opportuno per il rispetto alla libertà dell’esercizio professionale ed alla volontà di scelta da parte dell’ammalato. Il principio riguarda anche la delicata questione del segreto professionale che è bene sia garantito.

Merighi PSI

Lo Stato assolve tale compito, che è di assistenza dell’uomo infermo (l’assistenza comprende anche il danno economico prodotto dalla malattia); di difesa preventiva della sua salute (e siamo in un campo igienico vastissimo) e di miglioramento della specie umana (avevo scritto «stirpe», ma mi si dice che è una brutta parola e la sostituisco con «specie»).

Mi si è detto anche che questo inciso ricorda un po’ troppo quanto fu fatto dal fascismo; faccio osservare che il fascismo tendeva sì al miglioramento della specie umana, ma aveva esasperato questo concetto riferendosi alla pura materialità, cioè, esclusivamente al miglioramento della natura fisica dell’uomo, senza pensare al miglioramento della natura psichica, mentre il miglioramento della specie umana che noi auspichiamo è un miglioramento completo: il miglioramento della salute fisica e morale dei cittadini.

D’altra parte, noi sappiamo, per esempio, che un quinto dei bambini nati hanno bisogno di interventi per correggere i difetti del loro organismo: vista, udito, deambulazione, favella e tante altre cose. Non vogliamo arrivare alla eugenetica pura, all’esame chimico dei cromosomi, ma in tutti i modi vogliamo coordinare questo concetto a tutto quello che è contenuto nella difesa della salute è della integrità e perfettibilità dell’uomo. Ricordo a questo proposito l’assistenza prenatale e post-natale già in atto.

Maffi PCI

La Repubblica si propone la tutela della salute, come fondamentale diritto dell’individuo e come generale interesse della collettività

Merighi PSI

la salute è il primo requisito essenziale per la libertà dell’individuo. Un individuo malato o minorato nelle sue capacità fisiche e intellettuali, indubbiamente non è più un uomo libero.

Ecco perché noi, volendo che il problema sanitario entri nella Costituzione italiana, intendiamo anche attenerci ad un principio di libertà fondamentale dell’individuo. Il dovere di difendere la propria salute per il bene della collettività.

Maffi

«Nessun trattamento sanitario può essere reso obbligatorio se non per legge. Sono vietate le pratiche sanitarie lesive della dignità umana».

Presidente L’onorevole Maffi ha proposto la soppressione di questo secondo comma. Onorevole Maffi, ella mantiene il suo emendamento?

Maffi

Lo mantengo.

Stimerei opportuno, per maggiore chiarezza, ed anche perché ognuno sia più tranquillo nella sua coscienza — pur riconoscendo che in fondo è vero che il dire «nessun trattamento può essere reso obbligatorio se non per legge» è superfluo e contraddittorio — precisare che siccome in fondo bisogna riferirsi alla realtà delle cose, e qui troppe volte ci siamo persi in parole dimenticando la realtà della vita quotidiana, non si possono dimenticare provvedimenti sanitari come la vaccinazione. L’individuo può essere sottoposto ad una vaccinazione che, per quanto egli possa esser contrario a subirla, gli viene imposta per legge. In tal caso la frase in discussione non è più impropria, e allora se vogliamo essere aderenti al concetto della vita sanitaria, bisogna che sia votata. Si entra poi nel campo delle possibilità di abuso là dove si fa cenno alla dignità della persona umana! Date le molteplici interpretazioni, di cui ormai ognuno ha potuto farsi un’idea precisa, secondo la sua mentalità morale, religiosa e politica, io propongo che si metta prima in votazione la prima parte: «Nessun trattamento sanitario può esser reso obbligatorio se non per legge» e si metta in votazione, in un secondo tempo, il divieto delle pratiche sanitarie lesive della dignità umana.

(Presidente Terracini. Onorevole Maffi, ella non mantiene, dunque, la proposta di soppressione dell’intero secondo comma?

Maffi. Riconosco che, presentando affrettatamente la mia proposta, ho commesso un errore. La mia proposta è di votare per divisione il secondo comma.)

Commento

Cercherei di tirare quindi un attimo le somme per interpretare l’art.32 nel modo autentico, mettendolo anche in relazione con gli altri articoli e principi costituzionali.

È chiaro che la costituzione preveda la possibilità di effettuare trattamenti sanitari obbligatori come le vaccinazioni e che un tale potere è già di per sé autoritario in quanto prevede il trattamento di tutti i cittadini.

Partirei però da alcune doverese e fondamentali premesse.

Innanzitutto le vaccinazioni non ricadono sotto quello che viene comunemente inteso come TSO. Il TSO viene infatti imposto ad una persona che non è in grado di intendere e di volere e che manifesti un evidente pericolo per sé o per gli altri; dove il singolo caso deve essere attentamente valutato tramite una decisione giudiziaria e una perizia. In ogni caso anche per un trattamento coatto la legge non può violare i limiti imposti del rispetto della persona umana.

Ciò significa che se un cittadino assumesse atteggiamenti di manifesto pericolo verso gli altri o verso se stesso può essere soggetto a TSO con la forza, ma ad ogni modo tutelando al massimo delle possibilità la sua integrità fisica e psicologica.

Altro paio di maniche sono invece le vaccinazioni che non rientrano affatto nella definizione di TSO in quanto sono trattamenti obbligatori applicati a persone in grado di intendere e di volere.

Innanzitutto si deve sottolineare come essendo la salute aspetto fondamentale da tutelare per permettere una vita dignitosa e felice, salute intesa appunto come benessere psico-fisico, in quanto l’uomo è unione inscindibile di spirito e corpo, essa non possa essere lasciata in gestione a gruppi oligopolistici che perseguono interessi privati con logiche primarie di profitto.

Essendo la salute e la sua cura aspetto fondante della vita, gli Italiani devono quindi pretendere e costruire un’azienda pubblica farmaceutica dove, avendo socializzato i mezzi di produzione e gli investimenti, si sia in grado di partecipare ai fini di sviluppo dei vari prodotti farmaceutici, poter controllare i passaggi di produzione e verificare infine la necessaria sicurezza e affidabilità dei farmaci.

“Non riesco a comprendere…perché il Partito Comunista debba rinunciare programmaticamente a qualsiasi estensione del settore pubblico dell’economia. In particolare, non vedo perché non si dovrebbe nazionalizzare almeno l’industria farmaceutica.” Federico Caffè, «Sinistra ’77», n. 0, 1977

Una volta che a livello pubblico si ha quindi la certezza su parametri di sicurezza ed efficacia dei prodotti, in caso di epidemia accertata, o in caso di prevenzione di malattie ad alta letalità, si può decidere di rendere obbligatorio per legge un trattamento sanitario quale la vaccinazione, in assenza di cure alternative. Nota bene: per fare tutto ciò è necessaria la piena sovranità popolare in modo tale da permettere a tutti una piena rappresentanza e partecipazione nelle istituzione del paese politiche ed economiche e, cosa non secondaria, una totale e completa indipendenza dall’influenza degli interessi dei capitali sovranazionali e globalizzati.

Un trattamento sanitario obbligatorio può quindi essere tale solo se si ha la certezza che il prodotto da somministrare non vada ad inficiare in modo permanente sullo stato di salute della persona a cui lo si somministra.

Quando ancora l’art.32 non era presente si effettuava direttamente il ricovero coatto in manicomio senza troppi problemi: https://cartedalegare.cultura.gov.it/fileadmin/redazione/Materiali/Legge_14_febbraio_1904.pdf)

L’ordinamento costituzionale prevede invece un aiuto della persona per cercare di aiutarla e farla stare in società, posto che spetta ad ogni uomo in quanto animale sociale art.3 c.2, tutto ciò appunto può realizzarsi tramite una democratizzazione del potere economico e politico, un recupero dei principi della carta, e in definitiva di tutta quella cultura umanista millenaria che il capitalismo liberale vuole fare a pezzi per evitare ribaltamenti dell’ordine costituito.

In un ordinamento in cui si è deciso di porre come principio inamovibile la vita e la piena autodeterminazione dell’uomo artt. 2-3-13 Cost., e a detta stessa dell’art, 32 in cui si tutela in primis la salute individuale come fondamentale diritto dell’individuo e generale interesse della collettività (l’ordine e l’oculata scelta terminologica esprime al meglio il principio di tutela della persona), citando appunto Merighi e Maffi, non è assolutamente ammissibile il sacrificio del singolo per la tutela dei molti, fossero anche tutti! Concetto peraltro espresso anche dalle sentenze della corte costituzionale più e più volte in un tempo in cui essa era ancora sottoposta a un minimo vincolo interno costituzionale corroso nel tempo dal capitale sovranazionale, che in un primo momento ha sovra-ordinato il principio del libero mercato al diritto lavoristico, e in un secondo ha ulteriormente sub-ordinato quest’ultimo anche a quello salutistico per incrementare il controllo e la gestione della massa lavoratrice.(https://koinonia.it/2026/03/05/sopravvivere-al-neoliberismo-il-caso-italia-e-il-ssn/)

“… non è incompatibile con l’art. 32 della Costituzione se il trattamento sia diretto non solo a migliorare o a preservare lo stato di salute di chi vi è assoggettato, ma anche a preservare lo stato di salute degli altri, giacché è proprio tale ulteriore scopo…a giustificare la compressione di quella autodeterminazione dell’uomo…Ma si desume soprattutto che un trattamento sanitario può essere imposto solo nella previsione che esso non incida negativamente sullo stato di salute di colui che vi è assoggettato, salvo che per quelle sole conseguenze, che, per la loro TEMPORANEITÀ e SCARSA ENTITÀ, appaiano NORMALI di ogni intervento sanitario, e pertanto TOLLERABILI …” . (Corte Cost. n. 1130/1988)

“Nessuno può essere semplicemente chiamato a sacrificare la propria salute a quella degli altri, fossero pure tutti gli altri.” (Corte Cost. n. 118/1996 https://www.cortecostituzionale.it/actionSchedaPronuncia.do?anno=1996&numero=118)

Possiamo quindi affermare come non esista alcuna prevalenza della salute collettiva su quella individuale, ovvero “Il dovere di difendere la propria salute per il bene della collettività.” (Merighi PSI)

Al contrario è compito della collettività assicurare al singolo una piena tutela della salute, e della sua dignità come Uomo, e non invece un suo sacrificio o contro la sua volontà.

Del resto gli unici doveri costituzionali previsti sono sanciti negli artt. 4(lavoro)-30(famiglia e figli)-48(voto)-52(difesa della patria)-53(contribuzione proporzionale)-54(osservanza della costituzione), in merito a quest’ultimo mi chiedo quindi come sia possibile che quella che dovrebbe essere la massima carica istituzionale del popolo messa a tutela della costituzione possa dichiarare a reti unificate una totale falsità come “il dovere di vaccinarsi”, falsità assoluta in quanto in nessun articolo costituzionale si enuncia il dovere di sottoporsi a un trattamento sanitario! (https://www.ilsole24ore.com/art/mattarella-il-vaccino-e-dovere-serve-coraggio-responsabilita-AEe8jud)

Cercando di arrivare quindi a un sunto citerei Hegel. Hegel (cioè a Kant affianchiamo Aristotele), da McCumber : [testo originale in bibliografia*]“per comprendere pienamente Hegel dovremmo aggiungere che i valori locali possiedono una consistenza morale se esprimono una capacità morale che è già stata conseguita. Qui si può apprezzare tutta la portata del ripensamento hegeliano di Kant attraverso categorie aristoteliche. Perché “condurre a” ed “esprimere” sono due tipi di quella che Aristotele chiamava “paronimia”, ossia l’insieme delle forme indirette attraverso cui un predicato può applicarsi a una cosa:

“E’ salubre tutto ciò che è connesso alla salute, una cosa nel senso che preserva la salute, un’altra nel senso che la produce, un’altra ancora nel senso che è sintomo di salute, un’ultima perché è capace di esprimerla”. (Matafisica 1003 a34 – b1)

Di queste quattro forme due precedono lo stato di salute: ciò che lo produce e ciò che ne è capace; due lo seguono, quelle che lo preservano e lo esprimono. La teoria etica hegeliana si riferisce a entrambe: i valori locali sono “buoni” non se esibiscono direttamente la capacità morale kantiana, che è troppo astratta per poter essere mostrata, ma se, come l’educazione, vi conducono, o se, come il patriottismo, ne derivano (Lineamenti di filosofia del diritto, § 268).

Accettare questa visione significa abbracciare quella che io chiamo “apertura del bene” e riorientare la filosofia morale in direzione etica, ossia verso un’attenzione critica alle pratiche concrete.” (McCumber, Understanding Hegel’s Mature Critique of Kant).

In sostanza potremmo dire che nel modello costituzionale, in cui viene tutelata la persona come centro relazionale calato nella società, e non in senso liberale come individuo atomizzato a sé stante, esiste la possibilità di rendere obbligatorio un trattamento sanitario. In costituzione infatti non si sono scelte le due facce della stessa medaglia liberale, dove una è quella dell’individualismo assoluto, mentre l’altra il bene comune calato dall’alto, ma la centralità della persona umana come centro di relazioni sociali.

Robert Jay Lifton “I medici nazisti, storia degli scienziati che divennero i torturatori di Hitler”

L’obbligo di vaccinazione per legge dovrebbe servire semplicemente a sollecitare nei singoli un’attenzione per la salute collettiva che avviene in ottica solidale e sotto tutte le premesse e le garanzie socio-economiche democratiche precedentemente enunciate e costituzionalmente garantite a tutti, interesse della collettività che bisognerà necessariamente prendere in considerazione nella scelta del trattamento. Obbligo di legge che può essere sollecitato con sanzioni apposite, ma che non devono mai essere tali da far ricadere il trattamento in ambito coercitivo a causa di vincoli sociali ed economici! È questo il significato del comma “La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana”, dignità costituzionale, ovvero rimozione dei limiti socio-economici art.3 c.2. per permettere la partecipazione in società di ogni cittadino con la piena realizzazione come centro di rapporti sociali. (l’Uomo,Basso:https://www.leliobasso.it/documento.aspx?id=62ada681ae7ae0d87206d5c6502c77d6&pag=1&q=pieno%2bimpiego)

Essenzialmente il problema fondamentalmente è il solito, ovvero non ci si deve limitare, giocando in difesa, a richiedere garanzie e tutele atte a prevenire gli abusi delle potenze del mercato tramite lo stato sui cittadini, ma è assolutamente necessario e dirimente democratizzare la sovranità statale(art.1). Se il potere politico ed economico non è socializzato significa che esso è inevitabilmente in mano a ristrette cerchie oligopolistiche e a quel punto, come stiamo subendo ormai da tempo sulla nostra pelle, non c’è articolo scritto su carta che tenga, in quanto la carta viene stracciata e gli articoli vengono modificati o falsamente interpretati secondo i fini delle oligarchie capitaliste.

Vorrei quindi chiudere con due citazioni che richiamano ad un dovere non espresso esplicitamente in costituzione, ma sottointeso anche nell’art.28(“I funzionari e i dipendenti dello Stato e degli enti pubblici sono direttamente responsabili, secondo le leggi penali, civili e amministrative, degli atti compiuti in violazione di diritti. In tali casi la responsabilità civile si estende allo Stato e agli enti pubblici [cfr. art. 97 c. 2].”), e che oggi più che mai dobbiamo raccogliere e fare nostro:

Moro: “Dopo venti anni di arbitrio del potere esecutivo che avevano portato alla creazione di una dottrina per la quale la sovranità dello Stato consisteva nell’assoluta potenza, o prepotenza, si deve affermare nella Costituzione che il potere dello Stato è un potere giuridico, e che lo Stato comanda nei limiti della Costituzione e delle leggi ad essa conformi. Questa precisazione è tanto più necessaria in relazione all’articolo 3 formulato dall’onorevole Dossetti, nel quale si precisa come al singolo, o alla collettività, spetti la resistenza contro lo Stato, se esso avvalendosi della sua veste di sovranità, tenta di menomare i diritti sanciti dalla Costituzione e dalle leggi. Solo dopo aver dichiarato che la sovranità dello Stato è nell’ambito dell’ordinamento giuridico, si ha la possibilità di sancire nella Costituzione il diritto di resistenza contro gli atti di arbitrio dello Stato.

Dopo una esperienza storica come quella vissuta, non crede si possa fare a meno di fissare con la massima chiarezza i seguenti concetti: sovranità dello Stato nell’ambito della legge; organi del popolo o delegati dal popolo all’esercizio della sovranità; diritto e dovere di resistenza del singolo e della collettività agli atti arbitrari dello Stato.”

Basso: ”È infatti risaputo che un pubblico funzionario commette reato non solo quando compie un atto contrario ai doveri del suo ufficio, ma anche quando omette di compiere atti doverosi: fra gli atti doverosi, costituzionalmente doverosi, del Parlamento e del Governo vi sono le misure necessarie per dare attuazione al pieno impiego, cioè per assicurare a tutti un lavoro (art. 4), per consentire a tutti i lavoratori la partecipazione alla cosa pubblica (art. 3), per realizzare la democrazia fondata sul lavoro (art. 1) [Oden:qui aggiungerei il dovere di tutela della salute come fondamentale diritto dell’individuo e generale interesse della collettività, dovere a cui la repubblica è venuta meno attuando tagli su tagli al Sistema Sanitario Nazionale https://twitter.com/Oden_48/status/1429774102554988546?s=20&t=nv9XobKuLEIp-BiNy_-M1w]. L’omissione di questi atti doverosi ha perciò lo stesso valore giuridico di un’azione positiva condotta contro la Costituzione.

D’altra parte è ovvio che, così come lo Stato ha l’obbligo di provvedere, i cittadini hanno diritto di prendere per parte loro tutte le necessarie misure allo scopo di veder realizzato il proprio credito, purché naturalmente non violino altri doveri imposti dalla legge. Le iniziative dal basso per creare una situazione di occupazione vanno viste sotto questo profilo: purché rimangano nei limiti indicati, sono da considerarsi manifestazioni legittime di un diritto volte a conseguire il soddisfacimento di un credito verso lo Stato e la collettività in generale, e devono perciò trovare presso tutte le autorità, in sede politica amministrativa e giudiziaria, la giusta valutazione che ne consegue. Sia ben chiaro che fra i cittadini che, nel rispetto della legalità, mirassero ad ottenere questo risultato e i pubblici funzionari che intervenissero comunque ad ostacolarli, sono i primi che rappresentano la legalità e i secondi invece che offendono la Costituzione e violano i propri doveri.” https://www.leliobasso.it/documento.aspx?id=62ada681ae7ae0d87206d5c6502c77d6&pag=1&q=%22pieno%2bimpiego%2be%2bdemocrazia%22

“Per questo è necessario anche violare il legalitarismo. Ogni volta che la democrazia ha fatto un passo avanti nella storia ha dovuto voltare le spalle al legalitarismo”. È violando la legge che si forma la coscienza della lotta di classe, e quindi la coscienza democratica. In questa terra emiliana dove tanto è sentita la lotta agraria, che per forza di cose deve a volte uscire dai formalismi della legge, la coscienza classista e democratica è più viva che altrove” “Voltare le spalle al legalitarismo”, «Il Giornale dell’Emilia», 17 feb. 1947 https://www.leliobasso.it/documento.aspx?id=e90b9808d8c6a2983ecd806716ca5f31

FINE

Altri spunti per approfondire:

  1. https://orizzonte48.blogspot.com/search?updated-max=2021-01-15T17:14:00%2B01:00&max-results=6&m=0
  2. https://orizzonte48.blogspot.com/2021/01/il-bilanciamento-tra-diritto-alla.html

Giulio Maccaro https://epiprev.it/page/giulio-a.maccacaro-medicina-e-lavoro

eccesso mortalità 2022:

1)https://unherd.com/2023/01/why-are-excess-deaths-still-so-high/

2)https://twitter.com/battleforeurope/status/1620007673084379137?s=20&t=ugoziyfEEXxwIKrECJtYJQ

Spunti extra da Arturo:

“Succede con la medicina quello che succede con il resto: essa non sfugge allo spirito del tempo. Redditività, mercificazione. Tutto è assoggettato alla ragione utilitaria e alla legge del profitto. Il medico diventa un prestatore di servizi tra gli altri, pagato a prestazione, animato solo da motivazioni estrinseche, l’ospedale (nato come reazione contro il mercato della salute) uno spazio concorrenziale a scopo lucrativo. La protezione della salute è sempre più scollegata dalle solidarietà collettive. Le cure non sono altro che una merce, come gli organi e i geni che si pensa di brevettare. Nell’Antichità, la malattia era considerata il risultato di uno squilibrio dell’armonia che presiedeva alle combinazioni formali della natura. Oggi, l’essere umano diventa un assemblaggio di pezzi staccati e di organi da riparare che si sorvegliano e si cambiano in attesa di poterli modificare. La medicina pratica in qualche modo l’autopsia dei corpi viventi, degli esseri viventi trasformati in materiale biologico, riciclabile in una struttura di scambi commerciali infiniti.

D’altronde, vediamo a poco a poco imporsi, persino nell’ambito del settore della salute, l’idea che l’unico criterio per giudicare del valore delle persone è la loro redditività. Il molto liberale Pierre Le Coz, ex vice-presidente del Comitato nazionale di etica, adducendo a pretesto il costo delle spese sanitarie, scrive così: «Poiché le nostre risorse sono limitate, bisogna cercare di ripartirle in modo più razionale […] È meglio prendere a carico un padre di famiglia di 40 anni, che è redditizio per la società, piuttosto che una persona di 80 anni che non è più lucida. È evidentemente una tragica constatazione, ma non abbiamo scelta»29. È il rovescio della medaglia. Negli Stati Uniti, 47 milioni di americani non hanno né protezione sociale né assistenza sanitaria. Almeno una volta, il 40% dei francesi ha dovuto rinunciare a curarsi per mancanza di denaro. La mercificazione della salute va tuttavia di pari passo con la medicalizzazione dell’esistenza che fa della salute una sorta di nuova religione laica, dove il corpo si è definitivamente sostituito all’anima in perfetta continuità con la «biopolitica» di cui parlava Michel Foucault. Questa ideologia medica, di origine americana, rientra nell’ambito di un igienismo dogmatico che, sfruttando l’ipocondria degli individui, si concretizza in una sorveglianza sempre più grande degli stili di vita, conciliando il puritanesimo morale e l’omogeneizzazione conformista dei comportamenti con l’accettazione di dispositivi politicoeconomico nocivi. Essa prescrive socialmente dei comportamenti normalizzati, cercando così di asservire tutti i modi di vita, tutti i modi di essere che si sottraggono agli imperativi di sorveglianza, trasparenza e razionalità. Le grandi crociate contro l’alcool, il sesso o il tabacco, o ancora la velocità al volante, che si basano sui testi sacri dell’expertise sanitaria, fanno parte di questa biopolitica che risponde al «diritto alla felicità» cercando di regolamentare i comportamenti, pur continuando a inscriverli in una logica di consumo e pubblicità per il solo profitto del mercato. Esse mirano a ridurre i costi sanitari, ma in realtà li fanno esplodere sottomettendo tutti a una permanente medicalizzazione.”

“Gli individui sono esortati a convincersi che se sono malati è perché non hanno abbastanza interiorizzato le regole di condotta loro assegnate (fumano, mangiano troppo, mangiano troppo grasso, mangiano troppo salato, mangiano troppo zuccherato, corrono troppo, non stanno abbastanza attenti, ecc.), il che permette di far dimenticare gli altri fattori determinanti delle patologie individuali o collettive, si tratti degli inquinamenti, del saccheggio degli ecosistemi, degli alimenti adulterati, degli effetti della logica consumistica, della distruzione del legame sociale, dello stress della vita urbana o delle malattie indotte dal modo di produzione dominante. In questo senso, l’ideologia medica partecipa della psicologizzazione dei mali della società, che ingiunge all’uomo di prendersela con se stesso per superare le patologie che subisce, spingendolo nello stesso tempo a ignorare i fattori politici e sociali.”

“Fatta di individui fondamentalmente non situati, di atomi individuali venuti da ovunque e da nessun luogo, la società diventa una struttura subcaotica, un caravanserraglio che ha perduto ogni senso del comune. Più gli uomini si separano, più si diffonde il conformismo di massa. Gli individui diventano schiavi senza padroni, sradicati e deculturati, interscambiabili e vulnerabili, prede designate della duplice influenza del mercato e dello Stato in seno a una società tanto più tollerante in generale, quanto più è intollerante in particolare. Ogni appartenenza o singolarità collettiva è rappresentata come reclusione carceraria, finzione ingannevole o «costruzione» illusoria e ogni preoccupazione di preservarle come rientrante nell’ambito del «fanatismo» o del «fondamentalismo». «Per dare libertà di scelta, bisogna essere capaci di strappare l’alunno a tutti i determinismi, familiare, etnico, sociale, intellettuale», dichiara Vincent Peillon, nuovo ministro dell’Istruzione. Al tempo stesso, il concetto passe-partout di «discriminazione» invade la logica giuridica e penale. Prendendo di mira, in linea di massima, i trattamenti ingiustamente applicati a questo o quell’individuo (o categorie di individui), esso giunge a stigmatizzare ogni forma di distinzione tra gli esseri.”

Bibliografia

*“to capture Hegel fully, we would have to add that local values also have moral standing if they express moral agency which has already been achieved. Here we see the full scope of Hegel’s forcing of Kant into Aristotelian categories. For “conducing to” and “expressing” moral agency are two types of paronymy for Aristotle—derivative ways in which a predicate can apply to a thing:

Everything is healthy which is related to health, one thing in the sense that it preserves health, another in the sense that it produces it, another in the sense that it is a symptom of health, and another because it is capable of it. (Metaphysics 1003a34–b1)

Of these four, two precede the state of being healthy: that which produces health and that which is capable of it; and two follow on it, in that they preserve or express it. Hegelian ethical theory appeals to both of these: local values are “good” not if they directly exhibit Kantian moral agency—for that is too abstract to be exhibited—but if, like education, they conduce to it or, like patriotism, follow from it (PhR § 268).

To accept this view is to embrace what I call the “openness of the good” and redirects moral philosophy in an ethical direction—that is, to a critical concern with concrete practices.”

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